Talos Festival #3

(Questo racconto procede lento, chiedo venia. Purtroppo gli impegni e i doveri, da settembre in poi, cominciano a divorare il mio tempo! )

Terza serata del Talos Festival. Il tempo è ancora incerto, ma i preparativi continuano in Piazza Le Monache. E la tenacia viene premiata.
Dopo un po’ di attesa in platea, la serata ha inizio. Il primo a esibirsi è Han Bennink, batterista dell’ ICP Orchestra, esibitasi la sera prima. Lui, una batteria, il palco a disposizione (nel vero senso della parola) e nessun microfono. Suona di tutto, qualsiasi cosa. Che sia una pelle di batteria, una guancia, una sedia, una scarpa, le assi di legno del palco. Suona, suona, suona, e col suo ritmo fa battere i piedi degli spettatori, trascinandoli.

Poi, è il turno del progetto Talos “For Mandela”, che vede protagonisti la MinAfric Orchestra, Louis Moholo, Keith & Julie Tippetts, G. Montecalvo, C. Eramo e L. Manosperti. Ascolto stupita tanta meraviglia. Suoni, voci, colori riempiono il palco, il cuore batte a ogni brano un po’ più forte, finché non impazzisce con “Canto General” (cliccate qui per ascoltare il brano su Spotify Web Player). Michele Sinisi recita le parole di Neruda su un pianoforte  che cresce. E non so se continuare a meravigliarmi o impazzire dall’emozione. La stessa che penso di aver catturato in questo scatto, quello che continuo a preferire tra le tante foto della serata.

_DSC1415aTutte le altre foto della serata le trovate sulla mia pagina Facebook.

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