Liste

Ho appena letto la lista di cose da fare. E, davvero, sarebbero tutte da fare, in una vita. Per darle il giusto senso.

150 cose da fare per dare un senso alla propria vita… di Cinzia

1. Viaggiare, da soli o in compagnia, con uno zaino o un bagaglio da 18 chili, comunque viaggiare.

2. Fare l’amore con una donna appena conosciuta (senza poi doverla pagare).

3. Leggere la Bibbia, il Corano, i testi sacri in genere, quel tanto che basta per capire che non sono un valido libretto di istruzioni.

4. Respirare l’odore della macchina nuova comprata con i tuoi soldi.

5. Ascoltare.

6. Scegliersi un cane per coinquilino.

7. Imparare a memoria una poesia. Magari non “Mattina” di Ungaretti.

8. Apparecchiare la tavola, anche quando si è da soli.

9. Compiere vent’anni ed essere convinti che il mondo stesse aspettando solo noi.

10. Compiere quarant’anni e capire che il mondo non c’aspettava affatto, ma certe persone sì.

11. Imparare a suonare uno strumento.

12. Stringere forte la mano di tuo padre la prima volta che vedi i fuochi d’artificio.

13. Ok Shakespeare, ma a teatro scegliere più spesso Neil Simon.

14. Risolvere il problema di chi ti ha chiamato nel cuore della notte.

15. Fare ridere una donna (uomo) molto bella (bello).

16. Spezzarsi la schiena in un lavoro di fatica.

17. Recitare una parte (non necessariamente sopra un palco).

18. Affrontare una grande impresa sportiva e portarla a compimento, anche allo stremo, anche in ultima posizione.

19. Studiare un’altra lingua, sempre una in più.

20. Andare al concerto di qualcuno che sappia suonare, non abbia un megaschermo alle spalle e non dica mai in alto le mani, Enzo Jannacci ad esempio.

21. Innamorarsi, così semplicemente.

22. Continuare a scarpinare su per un sentiero di montagna anche se si è stanchi, si fa buio e non ci son luci sulla via del ritorno.

23. Provarci con una donna (uomo) palesemente fuori dalla nostra portata.

24. Cedere alle provocazioni, non dico sempre, ogni tanto però concedetecelo.

25. Conoscere gli angoli più nascosti della città in cui si vive.

26. Vergognarsi del dolore che si è provocato, fosse anche solo a un piccione.

27. Ascoltare i dischi di Battisti-Panella, con buona pace delle acque azzurre e delle donne per amico.

28. Indignarsi, cazzo!

29. Ballare.

30. Evitare le droghe, ma soprattutto chi le vuol proibire.

31. Ridere, anche quando dentro si sta andando a pezzi.

32. Sbizzarrirsi nelle fantasie: salvare un bimbo da un incendio, trionfare agli Oscar, dire a Natalie Portman “dimenticami, è meglio per tutti e due”.

33. Cercare nel viso di un figlio i propri tratti fino a trovarne anche di inesistenti.

34. Leggere, ma leggere sul serio, una trentina di libri l’anno.

35. Ubriacarsi per scoprire se si è della razza di chi si apre la camicia ridendo di tutto o di chi si affloscia su una sedia e “aveva detto che mi amava”.

36. Odiare i colleghi, i clienti, l’ufficio, ma mai il proprio lavoro.

37. Percorrere la biscaggina di prua in senso inverso e prendere il comando di una nave in avaria.

38. Magari poi chiamare l’idraulico, ma prima tirar fuori la cassetta degli attrezzi.

39. Studiare la storia: del mondo, dei popoli, della propria famiglia.

40. Non dire Ti amo, ma amare; non dire Ti odio, ma grattare via la vernice dalla fiancata con un taglierino.

41. Indossare uno smoking (un abito da sera).

42. Fregarsene di scale, specchi rotti e gatti neri.

43. Fare un 69, giusto per togliersi ogni dubbio che sia, tra le posizioni, la più sopravvalutata.

44. Dormire all’aperto, sotto le stelle, e svegliarsi la mattina dopo dicendosi mai più.

45. Lasciar perdere i monumenti, aggirarsi nei vicoli.

46. Abbandonare i libri scritti male, furbi o che abbiano vinto un qualche premio letterario italiano.

47. Stare in auto a chiacchierare, col finestrino abbassato per il fumo, e scoprire che si sta facendo giorno e chissà quanti caffè ci vorranno per stare svegli in ufficio.

48. Non lasciare che qualcuno ci scivoli via solo perché ha smesso di amarci.

49. Dare a un figlio il nome di una persona cui si è voluto bene ed è andata via.

50. Fare l’amore con una donna molto più grande quando sei un ragazzo.

51. Fare l’amore con una ragazza quando sei molto più grande.

52. Essere curiosi del mondo e di sé.

53. Dire Grazie.

54. Confessare a qualcuno che si rivede dopo vent’anni tutto l’amore che le avevamo taciuto.

55. Cercare l’arte fuori dai musei.

56. Cimentarsi in una maratona sessuale, o perlomeno provarci finché laggiù tiene (come si dice, l’importante è partecipare).

57. Puntare alla roulette.

58. Bigiare.

59. Correre nella neve fresca fino a cascarci dentro.

60. Buttarsi col paracadute, o raccontare di averlo fatto.

61. Sedurre una collega, possibilmente una superiore.

62. Perdersi.

63. Incantarsi nell’ascolto di Jesus’ Blood Never Failed Me Yet di Gavin Bryars.

64. Padroneggiare il tressette.

65. Trovare sempre lo spazio per un bicchierino di Rabarbaro Zucca.

66. Superare in bici un imbecille col SUV.

67. Andare a vivere da solo, appena possibile, anche se 25 mq. è tutto ciò che ci si può permettere.

68. Guardare Casablanca (“Le ricordo che ha una pistola puntata al cuore” “È la parte meno sensibile che ho”).

69. Masturbarsi.

70. Andare a caccia e magari sparare nella gamba a un cacciatore, un incidente, stava dietro un cespuglio, pensavo fosse un beccaccino.

71. Impegnarsi a far durare certi istanti – un bacio, una notte, un’estate – per sempre.

72. Passeggiare per Central Park, scaldandosi le mani intorno a un caffè di Starbucks, ché siamo usciti un po’ leggeri.

73. Farsi consolare.

74. Fumare un sigaro, di quelli veri.

75. Che sia Uluru o il Gran Canyon, il Perito Moreno o Preikestolen, farsi sopraffare dalla meraviglia dell’opera della natura.

76. Che sia Angkor Wat o Macchu Picchu, la città di Petra o Times Square, farsi sopraffare dalla meraviglia dell’opera dell’uomo.

77. Tuffarsi da uno scoglio tanto alto che tocca legarsi bene il costume.

78. Urlare in faccia ai genitori che questa è la tua vita, e sta a te decidere, anche sbagliando, soprattutto sbagliando.

79. Accendere il caminetto, piazzarsi lì davanti e non chiamatemi finché non è pronto in tavola.

80. Guidare di notte, per centinaia di km, con la sola compagnia di un’autoradio.

81. Andare per funghi.

82. Giocare a biliardo.

83. Fare l’amore con una ragazza tanto splendida da farti ripensare all’ultimo bel gesto compiuto, deve’essere una sorta di premio.

84. Vivere all’estero.

85. Fare immersioni (va bene anche la vasca da bagno se il tappetino anti-scivolo è particolarmente colorato).

86. Fallire a tal punto da sorridere e dirsi: “Ok, peggio di così non può andare”.

87. Affannarsi in ascensore per rendersi presentabile quando si ritorna a casa con due ore di ritardo rispetto all’orario che c’hanno dato i genitori, e questa puzza di alcool, sarò mica io?

88. Sfiorare le foglie nuove delle tue piantine.

89. Tornare a Parigi.

90. Assistere alla finale di un evento sportivo (se possibile, non calcistico).

91. Cavalcare.

92. Trattenere i giudizi.

93. Vagabondare per le calli di Venezia una notte d’inverno, e sentirsi addosso una certa inquietudine che ci affretta il passo verso l’albergo.

94. Giocare a scacchi.

95. Sbattere ogni tanto la porta in faccia a qualcuno, anche se non si hanno grandi motivi, giusto per tenersi in allenamento.

96. Partecipare a un appuntamento al buio.

97. Fare a botte.

98. Investire un’ingente somma di denaro in fiori, recapitarli a una donna (uomo) dal fascino unico con un biglietto che pare una fabbrica di calore, consapevole che saranno soldi buttati e parole al vento.

99. Fare della bicicletta il proprio mezzo di trasporto principale.

100. Criticare un libro, un film, un disco, senza averlo prima letto, visto, ascoltato.

101. Che sia l’Oktober Fest o il Carnevale di Rio, il Full Moon Party o il Burning Man, farsi travolgere dall’umanità in festa.

102. Cucinare per una donna (uomo) anche se non si ha la più pallida idea di cosa si sta facendo.

103. Sentirsi il migliore in qualcosa, fosse anche nei disastri. (SOPRATTUTTO i disastri!)

104. Mangiare un’intera torta meringa con maschia avidità.

105. Tacere i dolori.

106. Inventarsi una scusa originale per ogni cilecca.

107. Fermarsi a parlare con un senzatetto, può capitare di incontrarne uno che ha conosciuto Elvis Presley.

108. Cancellare, in un momento di euforia, tutte le e-mail dell’ex fidanzata (fidanzato), ex convivente, ex moglie (marito), ex donna (uomo) della tua vita.

109. Umiliare un uomo potente smascherando la sua impotenza.

110. Andare in pellegrinaggio nella propria personale Terra Santa, che sia la Palestina, la casa degli zii o uno strip-club.

111. Guardare qualche volta il mondo con gli occhi delle donne (degli uomini… Tipo sempre?).

112. Perlustrare il cielo con un telescopio, anche se magari – chissà com’è successo, forse è scivolato – il telescopio punta sulle finestre della vicina che si spoglia.

113. Far sentire importante un buon amico.

114. Essere mollati e, nella circostanza, lasciare aperta la porta del bagno per guardare la televisione dalla tazza provando, con questo gesto estremo un grano di compiacimento per la propria, rassicurante e ritrovata singletudine.

115. Ripagare in qualche modo i genitori, comprandogli una casa o anche solo perdonandoli.

116. Digiunare.

117. Spendere tutti i soldi che si guadagnano, ma soprattutto il contrario.

118. Trovare qualcuno cui essere fedeli senza eccezioni.

119. Dire “non sono d’accordo” anche se tutti, proprio tutti, sembrano esserlo.

120. Passeggiare sotto la pioggia.

121. Pensare al prossimo come a quello vicino, non a quello dopo.

122. Fare una battuta, possibilmente molto sporca, che faccia scoppiare a ridere un’intera tavolata.

123. Pregare.

124. Non prendersi mai troppo sul serio, insomma, dai, guardiamoci in faccia.

125. Rubare in un supermercato, ma pagare le tasse, son cose diverse.

126. Fare l’amore in acqua – oceano o vasca da bagno, quello che si ha lì.

127. Esercitare la pietà, soprattutto verso di sé.

128. Costruire qualcosa di materiale che lasci le mani sporche e doloranti.

129. Commuoversi.

130. Andare alla ricerca di quel luogo nel mondo, che sia una piccola chiesa a Rodi o la soffitta di casa della nonna, in cui ci si scopre parte di qualcosa di più grande.

131. Provocare scandalo, anche uno piccolino (storia di una vita… -.- ).

132. Simulare un orgasmo, ché le donne non lo sanno ma pure l’uomo, se vuole…

133. Fare la pizza, partendo dalla farina.

134. Salire a grandi altezze.

135. Lasciar vincere un bambino.

136. Svegliarsi in un letto che non è il nostro con una donna che non ci si ricorda, sbirciarle la faccia, poi sospirare di sollievo: non una gran bellezza, ma temevo peggio.

137. Cantare in pubblico a squarciagola senza curarsi del fatto che non si becchi una sola nota giusta, siamo mica Frank Sinatra.

138. Con tutto che è una presa in giro, perdersi dentro quel piacere che è Lost.

139. Sciare fuoripista.

140. Scherzare coi santi (“santi” poi, figuriamoci).

141. Dire no a una donna (un uomo) cui hai sempre detto sì.

142. Continuare a indossare il proprio maglione preferito, checché ne dica la fidanzata (il fidanzato).

143. Mostrare alla persona che ami le foto di te bambino.

144. Sostare all’ingresso del campo di Auschwitz.

145. Esercitarsi nel buongusto, evitando ad esempio frasi come “La ricchezza è un valore”.

146. Nuotare in solitaria.

147. Studiare, senza curarsi dei titoli accademici.

148. Andare a prendere il sole su una spiaggia di nudisti, e non sapere bene come spalmarsi la crema lì sotto.

149. Farsi un nemico (è uguale farsene centomila???).

150. Non smettere mai di aspettare il miracolo.

151. Non limitarsi, nemmeno in una lista.

98 su 150. Non male, direi!

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