Hello, little Mimì!

Ecco, ce l’ho fatta! Mimì si è lasciata fotografare, qualche giorno fa! Questa monellina è la piccina nata lo scorso anno, la figlia del passerotto-aspirapolvere che da qualche anno frequenta il mio balcone… Oggi, il signorino mi è entrato in casa, per rubacchiare le briciole di pane vicino la finestra. Questa cosa l’ha fatta qualche volta a fine stagione, lo scorso anno. Quest’anno siamo ad inizio stagione. Diventerà una piccola cambiale! E non oso immaginare il viavai di piccolini, tra qualche mese!
Starà per caso arrivando la primavera? No, perchè io non vedo l’ora! 🙂

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8 pensieri su “Hello, little Mimì!

  1. La figlia del passero aspirapolvere!!! Hahh 😀
    Sei troppo forte Cinzia, la saga di famiglia continua… attendiamo le prossime puntate e complimenti per la foto!

    • *________________*
      Marika! Che bello trovarti qui! *______________*
      Contenta ti sia piaciuta! Tra l’altro la signorina ama la verdura! Non so se si vede, ma ha delle foglie in bocca! E’ anche salutista! AHAHAH!
      Un abbraccio, cara!

    • Eh, non chiedermi come, ma la riconosco. Ha degli atteggiamenti riconoscibili, è poco paurosa (rispetto alle altre femmine – dove per altre femmine intendo la sorellina, Titì, che è più timidella) e mangia come una maialina. In più è l’unica femminuccia che il papà non caccia. Per il resto si azzuffano spesso, se ci sono altri maschi/femmine. Infatti la maggior parte di loro prende il cibo e scappa. Loro due mangiano con tutti i comodi sul balcone! 😛

      • …simpatica la foto di mimì aspirapolvere “nature”,ma la foto diventa interessante grazie all’incerto sfondo del palazzo di fronte, alla delimitazione del senso di profondità assicurata da quella piccola ringhiera orizzontale e infine, quel che a me pare decisivo, la ruota dentata a destra per chi guarda. Quell’aggeggio lì, vicino a mimì, con quel look meccanico, tecnico, insolito per certi versi nel contesto, crea quel contrasto necessario fra vita animale (natura) e vita dell’uomo, dei nostri spazi abitati (civiltà). Insomma, la foto descrive una pagina di quella quotidiana vicenda dell’interazione fra noi e la natura di città. Una natura diversa dalle altre, natura che si dissolve nell’ “ambiente”.
        Giorgio

      • le foto sono testi da leggere e, come tali, implicano svariate relazioni fra il lettore e il testo, anche complesse, problematiche.
        Tu, come fotografa, autrice, crei i testi e ce li offri, questi però non restano certo avulsi dal contesto -più ampio- di riferimenti e categorie culturali, estetiche etc nel quale sono immersi e che permeano l’immagine perfino al di là della consapevolezza di chi scatta la foto.
        Chi legge dice quello che ha letto e lo esprine, magari confrontandosi con gli altri lettori e ovviamente con l’autore. Così si fa consumo culturale e guardare foto diventa una stimolante esperienza.

        ciao ciao. Giorgio

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