Riguardo a Nuvole Nere consiglio – Cinzia- di ridurre entro giusti limiti il tasso di condivisione, specie emotiva, con le persone. C’è una giusta distanza nella relazione che consente di apprezzare con meno passione ma con più profondità le cose belle che ci danno gli altri e con meno dipserazione e maggior distacco le cose negative che quegli stessi “altri” possono riservarci un minuto dopo.
Quidi meno cazzotti al muro, meno lacrime e più riflessione, più sistemazione
e catalogazione delle esperienze. Devi assumere la regia delle situazioni, non esserne travolta. Abituati piano piano a farlo, prendendoti tutto il tempo necessario per capire prima di reagire ed evitando a monte le situazioni potenzialmente capaci di esporti all’altrui negatività. Predisponi un opuscolo personale e segreto di strategie di sopravvivenza. Se lo vuoi ci riuscirai. Ricordati che dietro il volto luminoso di ogni sentimento, compresa l’amicizia, l’amore c’è un volto tendenzialmente oscuro, non illuminato, che non vediamo ma che può manifestarsi dato che nessuno di noi è solo bene o
male, ma un impasto magmatico di tutte e due le cose.
Attrezza il tuo io in funzione di tutto ciò e vedrai.
ciao
Giorgio
Giorgio
Ciao, Giorgio!
Non so come tu sia finito a commentare qui, piuttosto che sotto il post!
Conosco perfettamente il “lato oscuro”. E’ quello che caratterizza me. Sono raramente buona, sia con me stessa che con gli altri. Se, però, mi vien colpito il cuore, o riesco a scorgere la “scintilla” negli occhi di chi mi sta davanti, non ci sono versi. Regalo tutta me stessa, senza riserve. Perchè penso, ingenuamente, che tutti quanti siano “come me”, che tutti quanti non sprechino la loro “scintilla”.
Ci provo spesso a distaccarmi, ad allontanarmi e ad osservare, quasi “da esterna” i miei rapporti. Ma finisco sempre per esserne catturata. Non c’è verso. O, almeno, in 25 anni, non c’è mai stato.
Dovrò allenarmi e ritentare. Questo è sicuro!
scusa se ho scritto nel posto sbagliato ma io spesso pasticcio col p.c. e, in generale, nel trovare i giusti percorsi nel Web. Diciamo che ho scritto obbedendo a un impulso simile a queli che hai illustrato tu nella tua risposta. Il tema era coinvolgente… cercherò di essere più attento la prossima volta.
Ti auguro di trovare un equlibrio nelle situazioni di cui hai parlato. Saluti
Oh, ma non preoccuparti, caro! E’ solo che non comprendevo “il passaggio”. Quegli impulsi li conosco benissimo, purtroppo. Forse son proprio loro la causa di tutto.
http://www.oasisweb.it/
Conosci questo sito? E’ di fotografia naturalistica. Di certo ti interesserà. Prova a guardarlo. ciao
Giorgio
E’ un sito davvero molto bello. Non lo conoscevo… Grazie per l’informazione!
Riguardo a Nuvole Nere consiglio – Cinzia- di ridurre entro giusti limiti il tasso di condivisione, specie emotiva, con le persone. C’è una giusta distanza nella relazione che consente di apprezzare con meno passione ma con più profondità le cose belle che ci danno gli altri e con meno dipserazione e maggior distacco le cose negative che quegli stessi “altri” possono riservarci un minuto dopo.
Quidi meno cazzotti al muro, meno lacrime e più riflessione, più sistemazione
e catalogazione delle esperienze. Devi assumere la regia delle situazioni, non esserne travolta. Abituati piano piano a farlo, prendendoti tutto il tempo necessario per capire prima di reagire ed evitando a monte le situazioni potenzialmente capaci di esporti all’altrui negatività. Predisponi un opuscolo personale e segreto di strategie di sopravvivenza. Se lo vuoi ci riuscirai. Ricordati che dietro il volto luminoso di ogni sentimento, compresa l’amicizia, l’amore c’è un volto tendenzialmente oscuro, non illuminato, che non vediamo ma che può manifestarsi dato che nessuno di noi è solo bene o
male, ma un impasto magmatico di tutte e due le cose.
Attrezza il tuo io in funzione di tutto ciò e vedrai.
ciao
Giorgio
Giorgio
Ciao, Giorgio!
Non so come tu sia finito a commentare qui, piuttosto che sotto il post!
Conosco perfettamente il “lato oscuro”. E’ quello che caratterizza me. Sono raramente buona, sia con me stessa che con gli altri. Se, però, mi vien colpito il cuore, o riesco a scorgere la “scintilla” negli occhi di chi mi sta davanti, non ci sono versi. Regalo tutta me stessa, senza riserve. Perchè penso, ingenuamente, che tutti quanti siano “come me”, che tutti quanti non sprechino la loro “scintilla”.
Ci provo spesso a distaccarmi, ad allontanarmi e ad osservare, quasi “da esterna” i miei rapporti. Ma finisco sempre per esserne catturata. Non c’è verso. O, almeno, in 25 anni, non c’è mai stato.
Dovrò allenarmi e ritentare. Questo è sicuro!
Buona serata!
scusa se ho scritto nel posto sbagliato ma io spesso pasticcio col p.c. e, in generale, nel trovare i giusti percorsi nel Web. Diciamo che ho scritto obbedendo a un impulso simile a queli che hai illustrato tu nella tua risposta. Il tema era coinvolgente… cercherò di essere più attento la prossima volta.
Ti auguro di trovare un equlibrio nelle situazioni di cui hai parlato. Saluti
Giorgio
Oh, ma non preoccuparti, caro! E’ solo che non comprendevo “il passaggio”. Quegli impulsi li conosco benissimo, purtroppo. Forse son proprio loro la causa di tutto.
Buona serata, mio caro!